Consiglio autonomo dalla Giunta. Cara Poli stai solo strumentalizzando

Con una certa fatica gli enti locali stanno uscendo in questi giorni da una lunga fase di sospensione delle riunioni degli organi assembleari che hanno dovuto trovare e condividere – facendo anche ricorso alla formazione di consiglieri, capigruppo e presidenti di commissione – forme adeguate al tempo, drammaticamente difficile, che ci è dato vivere da due mesi a questa parte. Personalmente mi sento coinvolto, insieme agli altri colleghi consiglieri, da questo processo di adattamento, che affronto con passione e determinazione rinnovate.

Da parte mia non ho mai pensato, anche grazie alle basilari nozioni di diritto pubblico che ho acquisito, che spettasse al sindaco convocare il Consiglio comunale e le Commissioni. Il Consiglio è infatti un organo chiamato ad organizzare i propri lavori in autonomia rispetto alla Giunta. Si autoconvoca, auto-gestisce i propri lavori, sotto la guida del suo presidente e delibera sull’ampio ventaglio di provvedimenti che sono nelle sua competenza.
Ignorando queste due premesse, negli ultimi giorni una parte dell’opposizione a Lecce lamenta una crisi di democrazia, tacciando di “dittatura” la Giunta comunale. Rea, la Giunta, paradossalmente, di non andare oltre le proprie prerogative organizzando i lavori del Consiglio e delle Commissioni. Un po’ come se si chiedesse al Governo di convocare il Parlamento e organizzarne i lavori.

In realtà è bene fare chiarezza. La decisione di non convocare Consigli comunali e commissioni su fatti “ordinari” in periodo di emergenza sanitaria è stata presa collegialmente dai consiglieri (e da chi altro poteva essere presa?). Una scelta che, come molte di quelle prese all’inizio dell’emergenza sanitaria ad ogni livello, oggi può e deve essere rivista. Perché si è compreso che l’emergenza non sarà un parentesi, ma rappresenta un cambiamento che si protrarrà nel tempo, e che non può tenere il Consiglio bloccato ulteriormente. Per questo motivo, proprio nella giornata di oggi, si è giunti definitivamente alla decisione di far ripartire il lavoro delle Commissioni consiliari da remoto, utilizzando gli strumenti digitali che consentiranno ai consiglieri di discutere e fornire il loro parere sulle delibere. Allo stesso modo, in tempi che mi auguro siano i più brevi, tornerà a riunirsi, anch’esso nelle modalità digitali che le norme igienico sanitarie impongono, il Consiglio comunale. Che sarà chiamato, come sua prerogativa a pronunciarsi su tutti i temi che gli competono.
Sul fatto che in questi 70 giorni la Giunta abbia continuato a lavorare, deliberando su provvedimenti di propria esclusiva competenza, e senza invadere mai le prerogative del Consiglio comunale, da cittadino non posso che essere soddisfatto. Perché è il dovere del governo cittadino quello di non fermarsi. E non si comprende sulla base di quale argomento si possa sostenere che Lecce non avrebbe dovuto approvare progetti e atti sui diversi settori dell’amministrazione pubblica se questi vanno nell’interesse dei cittadini. E sui quali, come sua prerogativa, il Consiglio comunale potrà tornare attraverso tutti gli strumenti che sono a disposizione di noi consiglieri.
Così sarà per il tema del 5G, tanto caro alla senatrice Poli. Sul quale il sindaco ha espresso la sua autorevole opinione in un post sui social. E del quale si potrà discutere ampiamente in Consiglio comunale, dando spazio alla pluralità delle opinioni e delle sensibilità che lo compongono. Facendo ricorso, come è buona norma per gli amministratori che vogliono bene alle proprie comunità, all’ausilio di autorevoli pareri espressi dalle autorità scientifiche e sanitarie del territorio e del nostro Paese, dai quali – e solo da essi – è bene ricordare, potrebbe trarre legittimazione una eventuale ordinanza “contingibile e urgente” da parte del sindaco. E non da un paventato quanto generico “principio di prudenza”.
E a proposito di “prudenza”, la senatrice torna sul caso di Metapulia. In quel caso l’amministrazione ha espresso parere negativo – non vincolante – nell’ambito di una procedura di Valutazione di impatto ambientale istruita dalla Provincia di Lecce. Che con il suo pronunciamento ha definitivamente espresso il diniego alla realizzazione dell’impianto. A proposito di questa vicenda, attesa la mission del progetto relativo all’impianto di compostaggio privato, sarebbe opportuno comprendere a che pro si ha tanto a cuore la realizzazione di un impianto di compostaggio privato che non potrebbe servire comunque la città di Lecce (come da nota Ager) ed il cui progetto si è dimostrato carente sia sotto il profilo dello studio degli impatti odorigeni sul capoluogo che sul conseguente rispetto delle distanze minime dai centri abitati.
Appare evidente la strumentalizzazione politica dei temi, quindi. Atteso che nulla impedisce al Consiglio, nell’esercizio delle sue funzioni, di affrontare in ogni momento, con gli strumenti a disposizione dei consiglieri, gli argomenti che la senatrice cita al solo scopo di esprimere critiche nei confronti del governo cittadino. Che sono sempre legittime, perfino doverose. Purché ci si preoccupi di fondare i propri argomenti su premesse di verità.

Pierpaolo Patti
Capogruppo
Lecce Città Pubblica

Intervento del 29/04/2020

 

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