Da LCP a Progetto Città

Una scelta necessaria, conseguente: chi fa politica deve avere la forza di affermare pubblicamente ciò che dice in privato

Una volta lasciato il Gruppo di Lecce Città Pubblica, ho contribuito a costituire, insieme ai colleghi Marco Giannotta e Carlo Mignone, il gruppo consiliare denominato “Progetto Città”.

Tale scelta si è resa necessaria dopo che per troppi mesi ero stato minoranza assoluta nella vecchia formazione consiliare, mentre mi avvedevo che all’esterno le istanze caldeggiate non erano proprio isolate.

Di fronte ad un tale stato di cose, del quale non avevo fatto mistero, né privatamente né pubblicamente, ho assunto una decisione che era divenuta inevitabile, dopo l’approvazione del bilancio in consiglio comunale.

Il neo Gruppo “Progetto Città”, è frutto proprio della ferma volontà di esercitare il mandato ricevuto dagli elettori, in libertà e maggiore autonomia, facendo della trasparenza e della partecipazione il fulcro intorno al quale esperienze differenti, come quelle dei colleghi Carlo Mignone e Marco Giannotta, troveranno la loro sintesi politica.

Un laboratorio vero e proprio, pronto all’ascolto vero dei cittadini e delle istanze che provengono dalla società civile.

Il programma rimane quello sottoposto al vaglio degli elettori, al quale gli stessi cittadini hanno prestato il proprio consenso con il voto; il faro dell’azione amministrativa sarà rappresentato dalle linee programmatiche di mandato, votate, sulla base del programma, dall’assise consiliare.

Il mio agire si preoccuperà di tenere ben distinte la parte istituzionale/amministrativa da quella politica.

In queste ore, infatti, sto valutando con molta attenzione la mia adesione ad un partito nazionale, Sinistra Italiana, avendo maturato la convinzione che la Politica non può non avere un rapporto regionale, nazionale ed extranazionale.

Penso, infatti, che nel curare un aiuola, preso come atto in se, si faccia ordinaria amministrazione, se lo stesso atto viene inserito in una visione, diventa cura dell’ambiente ed ecologia. Ecco, ritengo che sia questa la differenza tra il mondo del civismo, fatto di persone straordinarie che si donano alla propria comunità ed un partito nazionale, la cui visione difficilmente dipende da personalismi e visioni settarie.

Con questo spirito e con la ferma volontà di contribuire a dare forma ad una comunità veramente progressista in città, fatta di una sinistra progressista, socialista, ecologista ed inclusiva, che è critica quando è all’opposizione ma, quando è al governo, dimentica tutti i temi su cui aveva espresso la propria criticità.

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