REFERENDUM COSTITUZIONALE SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI

Domenica 20 e lunedì 21 settembre si voterà, oltre che per le elezioni regionali, anche per il referendum costituzionale sulla riforma costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari.

Pur ritenendo entrambe le posizioni assolutamente sostenibili, mi convince maggiormente la posizione contraria, dovuta al fatto che non si tratta di una riforma organica, che pure ormai appare matura, sulla forma di governo e sul cd. bicameralismo perfetto ma di un taglio orizzontale che non prevede alcun contrappeso.

Mi porta a sostenere il “NO” l’assoluta mancanza di direttive in ordine al taglio dei parlamentari, che avverrà, quindi, sulla base del rapporto con il numero di cittadini stanziati su un determinato territorio, in maniera orizzontale.

Mi spiego meglio. I parlamentari verranno ripartiti in collegi, come peraltro avviene anche oggi, e individuati sulla base dei cittadini presenti su quel determinato territorio. Orbene, appare evidente che, essendo le regioni settentrionali più popolose, avranno un maggior numero di deputati rispetto a quelle meno dense di popolazione, che si trovano nel mezzogiorno del nostro Paese.

A quanto detto si aggiunga che sarebbe forse opportuno ridurre i compensi dei parlamentari, se si vuole ridurre la spesa in tal senso. In sostanza, una famiglia con padre, madre e due figli, se ha come introito mensile € 1000,00 ma ne spende 1.500,00, taglia le spese, non rinuncia ad uno dei figli.

Ma vi è ancora di più.

Un numero, per alcuni molto alto, di delegati del popolo è anche garanzia di democrazia, in quanto aggiudicarsi una maggioranza su una determinazione in parlamento, implica dover coinvolgere molti più soggetti.

E ancora, meno sono le postazioni disponibili meno spazio ci sarà per chi vuole accedere alle cariche pubbliche, troppo spesso affidate al susseguirsi delle generazioni ovvero alla miopia della partitocrazia, che ormai pare aver abdicato alla storica funzione di selezionare nuova classe dirigente.

Il mio “NO”, perché vorrei essere rappresentato meglio non di meno. E per questo sarebbe opportuna una nuova legge elettorale, che ci consenta di esprimere il nostro voto ad un candidato con nome e cognome ed un volto, ma questo si può fare con legge ordinaria, non è necessario che si modifichi la costituzione..

Insomma il vero voto anticasta, se proprio si vuole votare contro qualcuno e non per qualcosa è -e rimane- il “NO” a questa riforma costituzionale.

Per questo domenica voterò “NO” e mi auguro che saremo in tanti a farlo.

https://dait.interno.gov.it/elezioni/speciale-referendum

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