Concessioni Balneari – Nuova sentenza della Corte Costituzionale

In questi giorni, trovano spazio sui media, le decisioni in ordine alla complessa vicenda che interessa il rilascio delle concessioni balneari,  scadute il 31 dicembre del 2020, su cui la nostra amministrazione ha intrapreso, tra pochissime in Italia, un cammino certamente difficile ma forte delle convinzione che occorre, oggi più di prima, tutelare la costa, consentire che chi intenda misurarsi con questo tipo di impresa possa effettivamente farlo, fare in modo che tutti possano riappropriarsi di uno spazio pubblico, come la spiaggia, il mare ed il paesaggio retrostante.

Nella piena confusione legislativa, spesso accade non di rado che alcuni Tribunali assumano sentenze in contrasto tra loro, tanto che, altrettanto frequentemente, intervengono le magistrature superiori a ripristinare, per quanto possibile, unna certa uniformità di giudizio.

Così accade che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 10 del 29 gennaio, ribadisce la illegittimità dei rinnovi automatici delle concessioni demaniali fino al 2033, perché violano il diritto comunitario alla libera concorrenza e, non da ultimo, perché la materia non è nella disponibilità dei comuni e delle regioni, essendo di competenza statale.

La materia, come detto, è complessa, colpevolmente disorganica e farraginosa, ma i principi di rango comunitario e costituzionale vengono ulteriormente ribaditi e sottolineati, tanto da non poter essere ignorati.

Spesso accade che, nella confusione legislativa richiamata, occorra procedere avendo come unico faro l’interesse pubblico, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, il contrasto all’erosione costiera e la tutela della concorrenza, in attesa che, tra una crisi e l’altra, il legislatore riesca a procedere ad una riforma organica del settore, a tutela di tutti.

 

Link alla sentenza della Corte Costituzionale:

https://www.cortecostituzionale.it/actionPronuncia.do

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