PIANO COMUNALE DELLE COSTE

Arriva finalmente in commissione consiliare il PCC dopo circa 4 anni di lavoro che ha impegnato l'Assessorato. Di seguito le nostra pposizione.

In data odierna, durante la commissione urbanistica, abbiamo espresso la nostra volontà di approfondire le tematiche relative alla pianificazione costiera della nostra città.

In particolare, arricchire la proposta con ulteriori concessioni è un fatto che certamente avrà delle ricadute, sia in termini di offerta di servizi che in termini di fruizione delle spiagge.

Ritenendo sin dal principio che “Il mare è di tutti” oggi ci troviamo a dover riflettere non solo sulle osservazioni presentate ma anche sulla conferma degli spazi destinati alle concessioni, sia quelle relative agli stabilimenti balneari che quelle inerenti le spiagge pubbliche con servizi, che sono comunque diverse dalle spiagge libere pure e semplici, su cui comunque deve essere garantito il decoro dovuto a chi sceglie di fruire in autonomia della costa e del mare.

Le spiagge libere con servizi sono certamente un valido strumento intermedio tra le due vie, quella dello stabilimento balneare e quella della spiaggia libera, ma rimangono tratti di costa dati in concessione, in cui per metà dello spazio concesso, gli ombrelloni sono già istallati e per l’altra metà il bagnante può scegliere se posare il proprio o noleggiare per la giornata quello del concessionario: i servizi rimangono, invece, completamente a pagamento su entrambi i lati (Bagni, docce ecc.). Ciò significa che se concedo 100 mq alla spiaggia libera con servizi, 50 mq saranno esattamente come uno stabilimento balneare; quindi su 24 Spiagge libere con servizi è esattamente come se stessimo prevedendo altri 12 altri stabilimenti balneari, che si aggiungono ai 27 già esistenti: un oligopolio diffuso, con grave ed evidente riduzione della spiaggia pubblica.

Un lavoro così importante, che ha impegnato l’assessorato competente sin dal 2017, deve vederci uniti non nel semplice compitino di valutare che i due tipi di spiaggia siano in rapporto 60%/40% ma ci richiede uno sforzo ulteriore, affinchè lo slogan utilizzato e richiamato “Il mare è di tutti” assuma vesti reali e concrete e non rimanga un mero strumento di comunicazione.

Ciò assume maggior importanza nel tempo che stiamo vivendo, che ci impone l’approfondimento e la discussione, in cui i monitoraggi sono una parte dello svolgimento del tema ma poi occorre anche -e finalmente- contrastare il fenomeno dell’erosione e non solo misurarla.

Tanto vale anche per i manufatti in cemento, ormai astorici e decontestualizzati, perché non consentono la fruizione del mare e della spiaggia non solo al bagnante ma anche al visitatore o al passante.

Il lavoro dell’assessorato sul Piano Comunale delle Coste, come detto, è iniziato nel 2017, ed è giunto in commissione consiliare solo con PEC del 08.07.2021; prendere il giusto tempo per capire, visto che si decide dei prossimi anni della costa, è solo dovuto alla responsabilità con la quale ci rapportiamo alle pianificazioni, che non riguardano solo noi, qui ed oggi, ma soprattutto chi verrà dopo di noi.

Per rispondere ad un autorevole esponente della maggioranza, che ci abituato ad importanti ed appassionati riflessioni, che vanno dalla mobilità urbana alla riforma del Titolo V della Costituzione, dal verde pubblico alla fruizione della costa, è bene dire che non ci spaventano affatto le spiagge libere con servizi, che riteniamo un validissimo strumento per creare opportunità nel settore, far vivere la costa e dare servizi ai bagnanti: non ci spaventano affatto! Ad essere sinceri, invece, ci spaventa molto un tipo di civismo che, una volta al governo, smette di ragionare, di discutere, di criticare tutto quello su cui era stato inflessibile mentre era all’opposizione: quello ci spaventa molto, perché diventa tifo -peggio ancora se tifo personale.

Ciò detto, crediamo che un lavoro durato quasi 4 anni non possa e non debba essere liquidato con qualche ora di discussione, con la modalità a distanza che riduce la possibilità di intervenire, ma meriti le riflessioni necessarie, per perseguire il bene comune e lasciare quella parte di mondo che ci è dato di amministrare in questi anni nel modo migliore di come lo abbiamo ricevuto.

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